La giornata è di quelle primaverili, anche se siamo solo al 17 febbraio. Il parco regionale dei Monti Lucretili è un ottima palestra dove fare lunghi e dislivello in questa fase dell'anno dato che a quote leggermente più alte non lontane da qui troviamo anche 70 cm di neve.Decido di partire da Marcellina (Rm) prendendo di petto "la scarpellata" (sentiero 301), un vero e proprio chilometro verticale che porta alla vetta del monte Gennaro in circa dopo circa 5 km, a quota 1270 slm. Il nome Scarpellata deriva dal fatto che la via è stata ricavata con lo scalpello come si vede nella parte alta (in foto l'ultimo tratto). La mulattiera era usata dai pastori per portare il bestiame al pascolo. Il monte Gennaro viene chiamato anche monte Zappi. I "zappi" erano i caproni che venivano portati al pascolo. Al posto dei "Zappi" oggi ci saliamo noi...
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| La Scarpellata |
In poco più di un ora arrivo in vetta... La Storia del pizzo di Monte Gennaro è da ricercare molto prima della nascita di Cristo; forse nell'antichità il gruppo del Gennaro-Morra si chiamò "Iana" per la presenza di un ara dedicata a Giano. Ma dopo l'editto di Costantino fu sostituito con il nome del martire cristiano, Ianoarius, cofratello di San Lorenzo Martire patrono di Tivoli. Queste notizie sono riportate in un documento del comune di Marcellina datato 1229. Al mio arrivo trovo almeno una ventina di escursionisti. Saluto tutti con un "Buongiorno a Tutti" anche se sono le 14 passate da un bel po...ci fosse stato uno che ha risposto al mio saluto...Non me la prendo più di tanto, alla fine ho messo in pratica ciò che mi hanno insegnato i miei genitori e ne sono fiero. Forse ero davvero messo male, la Scarepellata ti mette sempre alla prova! Mi cambio la maglietta zuppa e mi copro un po meglio, mangio qualcosa e riparto dalla vetta non prima di aver urlato "Buona Giornataaa a tuttiiii"....
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| Vetta di Monte Gennaro |
Prendo il sentiero 305 che mi porterà alla Troscia e successivamente alla chiesetta del pratone, dove si continua per la Via dei Lupi e il sentiero Coleman in direzione Campitello.Sentiero Coleman di cui avremo l'opportunità di parlare più avanti nel tempo perchè c'è un progettino in via di costruzione...Arrivati a Campitello ne approfitto per fare il pieno di acqua da uno dei due fontanili perenni che si trovano qui. Dopo il secondo fontanile lascio il sentiero Coleman e prendo il sentiero 305c in direzione Monte Guardia o Monte La Guardia. che raggiungo in circa 25 minuti. Diversamente da quello che pensavo le gambe girano bene e le sensazioni sono ottime. Guardo l'orologio e ho ancora un ora e mezza di luce abbondante prima di mettere la frontale. Decido di proseguire fino al Casale capo di Porco e poi provare la salita al Pizzo Pellecchia. Il nome "Capo di porco" deriva probabilmente dal cranio di un cinghiale o di un maiale che doveva venire appeso in qualche posto sulla facciata, ma il luogo al di là del nome è molto bello. Dai locali viene chiamato Casale de Amicis.
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| primo fontanile a campitello |
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| Fonte Campitello alta |
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| Monte Guardia |
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| Casale Capo di Porco |
Superato il casale di circa 1 km perdo i segnavia bianco rossi. Mi sbatto un po a cercarli ma niente. nel frattempo incontro due escursionisti che scendono dal Pellecchia che in discesa hanno avuto il mio stesso problema. A quel punto decido di tornare indietro a ritroso fino al Fontanile di Campitello. Inutile rischiare visto che l'ora si sta facendo tarda.Per la discesa a Marcellina decido di allungare un po. Dal primo fontanile prendo il sentiero 303E che in breve tempo mi porta a Valle Cavalera. Valle cavalera è una bella faggeta, ma bisogna procedere molto piano per via del terreno sassoso. Continuo a sorprendermi che le gambe ancora non mi abbandonano. Da Valle Cavalera procedo di buon passo verso la Montagna Spaccata nel comune di San Polo dei Cavalieri. Il sentiero da seguire diventa il 303 (coleman e via dei Lupi). Mi fermo qualche minuto per sistemarmi la frontale visto che tra qualche decina di minuti servirà. scambio due chiacchiere con un signore che vuole partecipare alla gara del Gran premio della Montagna di Roma che si terrà a Marcellina il 19 maggio. lo invito a non mollare. Dopo un 200 metri di asfalto, dopo il Campo sportivo prendo a destra il sentiero 303C che porta verso il monte Morra. Il sentiero,a tratti ben segnato a tratti un po meno, resta sempre visibile grazie ai tanti ometti di pietra fatti dagli escursionisti. Superato il bivio per il Conventillo (il sentiero diventa il 303D) proseguiamo verso il morra. L'idea era quella di salire sulla vetta ma l'ora è tarda e punto in discesa verso Prato Favale (302A).Da Prato Favale riento a Marcellina per il 302 che taglia i tornanti della strada asfaltata.


Felice per questa lunga uscita pomeridiana che mi ha permesso di mettere gamba e dislivello in vista del dolomite extreme trail da 53km che dovrò affrontare i primi di giugno. Queste montagne come dicevo all'inizio sono un ottima palestra. rimane il rammarico per non aver raggiunto la vetta di Pizzo Pellecchia.
Viva la Montagna...Viva il Trail fatto a una certa maniera!
Claudio Orlandi
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